Le interfacce tra pannello, checker, script e helper sono contratti. Cambiare il modo in cui passa una password, una configurazione o uno stato richiede di trattare insieme chiamante e destinatario.
Fliclic evita situazioni ibride in cui una parte usa il nuovo formato e un'altra attende quello precedente. Lo stesso vale per i backup: un reader deve accettare l'estensione del formato prima che il writer inizi a produrla; una rinumerazione degli stati richiede che pannello e nodi condividano la stessa semantica.
La compatibilità non significa accettare per sempre qualsiasi artefatto. Un backup privo delle informazioni necessarie può essere dichiarato legacy e non ripristinabile automaticamente, invece di introdurre una migrazione non deterministica.
Quando una modifica riguarda un file di configurazione, il workflow può preparare un candidato, testarlo e conservare una copia precedente. Se il test fallisce, prova a ripristinare il file e il servizio coinvolto.
Questo rollback ha un perimetro preciso. Non annulla un DDL già eseguito, non ricrea automaticamente file cancellati e non sincronizza in modo atomico database remoto e servizi locali. Nei flussi in cui il rollback non può essere completo, lo stato di errore e la diagnosi sono preferibili a un “successo” che nasconde risorse parziali.
Fliclic non azzera automaticamente gli stati stale e non dispone oggi di un retry universale. Prima si ricostruisce la realtà tecnica, poi si decide come riprendere.